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Sfide nell’industria della Traduzione: i modi di dire

Roxana Pirvu Mag 19, 2016 industria traduzione modi di dire 0 Comments Posted in: Nuovi Post

Alle volte, fin troppo semplicisticamente si asserisce che il lavoro di traduttore sia fondamentalmente semplice. Ma nella realtà, le sfide che deve affrontare un traduttore sono ben diverse da quello che molte persone credono.

È logico che per essere un traduttore si debba avere un’eccellente conoscenza delle lingue, ma il suo lavoro non si limita al solo esercizio letterale. Dobbiamo sempre tenere presente che le lingue non sono solamente un insieme di regole grammaticali e forme lessicali bensì ogni idioma ha le sue espressioni ed i suoi modi di dire che, il più delle volte, non trovano un corrispettivo letterale in altre lingue.

Una lingua è un qualcosa di vivo, un qualcosa che si evolve continuamente, che si trasforma e cresce con il passare del tempo. È più che sufficiente dare un’occhiata ad un vocabolario della lingua italiana di venti anni fa per accorgersi di quante nuove parole e modi di dire sono divenuti comuni.

Una delle più grandi sfide per un traduttore è rappresentata dai modi di dire.

Immaginatevi di leggere una lettera e, ad un certo punto, di trovarvi scritto “get the sack”. Ora, a meno che non siate profondi conoscitori della lingua inglese, tradurreste questa espressione con “impugnare il sacco”.  Il senso dell’espressione ha una valenza totalmente diversa. Infatti, in tutta la tragica realtà, questa espressione vuol dire “essere licenziati”.

La stessa cosa potrebbe capitare se, ad un certo punto di una importante conversazione d’affari, il cliente se ne uscisse con un “cut your teeth”. La cosa potrebbe creare imbarazzo, visto che la traduzione letteraria è “tagliarsi i denti”, mentre in realtà questa espressione significa “farsi le ossa”.

La stessa cosa potrebbe succedere per la tipica espressione anglosassone “for good” che significa “per sempre” e “non per bene”, e quindi può facilmente trarre in inganno.

Se, invece, durante una conversazione sentite “hit the roof”, non vuol dire “colpire il tetto”, ma significa “arrabbiarsi” o più correttamente “andare su tutte le furie”.

Ma, le difficoltà che può incontrare un traduttore non finiscono di certo qui.

Per esempio si potrebbe presumere che la traduzione di “to get cold feet” sia “avere i piedi freddi”, invece del più corretto “avere paura”, “tirarsi indietro all’ultimo istante”.

Il mestiere ci insegna che tutto dipende dal contesto: ad esempio la frase “icing on the cake”, può voler dire tanto “la glassa sulla torta” quanto essere corrispondente alla nostra tipica espressione la “ciliegina sulla torta”.

Scriveteci se vi vengono in mente altri esempi! 🙂

 

 

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