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5 Miti sulla Traduzione

Roxana Pirvu Gen 5, 2016 0 Comments Posted in: Nuovi Post

1 – Un buon traduttore è anche un buon interprete

Dobbiamo precisare che traduttori e gli interpreti fanno due mestieri completamente differenti, che hanno però un punto in comune: la conoscenza eccezionale delle lingue. Le differenze sono tuttavia significative. Mentre i traduttori lavorano davanti al computer, in ufficio o a casa con accesso a strumenti, risorse ed internet senza essere (in teoria) disturbati da nessuno e hanno la possibilità di revisionare il proprio lavoro molteplici volte prima di consegnarlo, gli interpreti lavorano in pubblico, spesso senza accesso ad internet o ad altre risorse, sotto pressione e senza la possibilità di modificare le parole espresse.
Il risultato è differente – mentre un buon interprete riesce a trasmettere il messaggio integrale del parlante, senza errori e senza omissioni, in tempo reale, dal traduttore ci si aspetta un risultato diverso – una traduzione che suoni come se fosse stata scritta nella rispettiva lingua, un testo che rispetti le regole grammaticali, terminologiche, stilistiche e formali. È stato dimostrato che persino le aree del cervello utilizzate durante una traduzione, sono diverse da quelle utilizzate durante l’interpretariato.

 

2 – Qualsiasi persona che parli due lingue può fare le traduzioni

Molto spesso i nostri clienti affermano “farei io stesso la traduzione, ma non ho tempo”. Ma la maggior parte di essi, non ha mai fatto una traduzione. Coloro che ci hanno provato, si sono probabilmente resi conto del perché esista il mestiere del traduttore. Conoscere due lingue non è sufficiente. Il traduttore ha la preparazione teorica e molta esperienza pratica, conosce il metodo di lavoro, possiede la strumentazione e le competenze adeguate (tra le competenze non bisogna tralasciare la ricerca terminologica).
Il traduttore ha un’inclinazione naturale o ricercata, praticata a lungo, verso la correttezza grammaticale, stilistica e contestuale. Ha conoscenze specifiche negli ambiti in cui traduce, spesso allo stesso livello dei professionisti del settore (non puoi tradurre senza capire). E non per ultimo, il traduttore ha talento.

 

3 – Un buon traduttore sa molte lingue straniere

Se dici a qualcuno di essere un traduttore, la prima domanda che ti porranno è: “Quante lingue sai?”. Bisogna fare presente che, nonostante i traduttori capiscano molte lingue, esse sono utilizzate come “lingue passive” (per la ricerca terminologica o per comunicazione o lettura), raramente sono iper-poliglotti. Spesso i traduttori si specializzano in una sola combinazione linguistica di lavoro, al massimo due.
Acquisire un livello sufficiente di conoscenze e padroneggiare un vocabolario attivo ben strutturato in una lingua straniera, implica interi anni di pratica. Le preferenze personali o il contesto di lavoro saranno correlate alla scelta della combinazione linguistica dominante nella carriera del traduttore.
Bisogna precisare che le persone normali utilizzano nel linguaggio corrente un vocabolario attivo di approssimativamente 5.000 parole, le persone “colte” arrivano a 10.000 parole. Nelle professioni con un vocabolario molto sviluppato, per esempio nel settore legale, un professionista specializzato utilizza 23.000 parole. Un traduttore specializzato in traduzioni giuridiche/legali, padroneggia le rispettive 23.000 parole in due o qualche volta in tre lingue differenti.

 

4 – Un traduttore lavora bene in entrambe le direzioni della sua combinazione linguistica di lavoro

Se sai l’inglese, traduci alla stessa qualità dall’italiano all’inglese come dall’inglese all’italiano. Niente di più falso. Una traduzione è un atto di creazione, ed il risultato del lavoro del traduttore è un testo riscritto da esso, nella lingua target.
Per produrre un testo qualitativo il traduttore deve possedere, oltre le conoscenze linguistiche, anche conoscenze approfondite sul contesto culturale e linguistico del paese per cui viene eseguita la traduzione, ed esse spesse volte saranno determinate dal luogo in cui il traduttore vive e lavora.
Le raccomandazioni dell’industria della traduzione impongono che essa sia eseguita sempre nella lingua madre del traduttore. Anche se questa regola non può sempre essere rispettata, non si deve presupporre che un traduttore farà con la stessa facilità o con la stessa precisione traduzioni in entrambi i sensi della sua combinazione linguistica.

 

5 – Un traduttore deve eseguire traduzioni di qualità in qualsiasi ambito

La specializzazione del traduttore è ugualmente importante per la qualità della traduzione così come lo è la conoscenza della lingua e la preparazione teoretica iniziale. Per tradurre un testo, il traduttore deve comprendere dettagliatamente il contenuto dello stesso, e questa comprensione non è sempre accessibile nel caso dei testi specialistici.
Durante la sua carriera, il traduttore si specializzerà in due o tre ambiti di interesse, in funzione dei suoi interessi personali, del contesto professionale e della necessità. La specializzazione, come nell’ambito legale, implica un’esposizione permanente ed una comprensione approfondita dell’argomento e molto lavoro speso nella ricerca terminologica. È difficile credere che una persona che ha imparato nozioni e termini legali in due o tre lingue per 15 anni potrà effettuare una traduzione medica con la stessa facilità. Probabilmente sarebbe anche molto rischioso.

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